CB e radiocomunicazioni

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L'apparato radio

Sul mercato esistono molti apparati per radiocomunicazioni. Escludendo gli apparati radioamatoriali (HF, VHF, UHF) per i quali è necessario conseguire una patente e comunque possono essere utilizzati esclusivamente per motivi sperimentali inerenti la comunicazione radio, nella pratica del fuoristrada possono essere utilizzati due tipi di apparati radio:

CB

Il termine CB deriva dall'inglese Citizen Band, ovvero banda cittadina, istituita per uso non professionale per radiocomunicazioni a breve distanza. In Italia l'uso di questi apparati è soggetto richiesta di autorizzazione generale che deve essere inviata all'ispettorato territoriale del Ministero delle Comunicazioni di competenza e al pagamento di un contributo annuale di 12,00€ (01/2008). Si tratta di apparati che operano sulla banda radio HF dei 12m su frequenze comprese tra 26,965MHz e 27,405MHz canalizzate in 40 canali. La potenza massima di emissione è limitata per legge a 4W. La modalità di trasmissioni di tutti gli apparati CB è la modulazione di ampiezza (AM), alcuni modelli possono utilizzare anche la modulazione di frequenza (FM). La legislazione relativa a questo tipo di apparati varia secondo il paese, e in alcuni paesi ne è addirittura vietato od ostacolato l'uso.

Il CB è l'apparato migliore per l'utilizzo su autoveicoli innanzitutto perchè è il più diffuso, e inoltre è quello che permette la maggior distanza di comunicazione tra quelli omologati. Anche durante i trasferimenti stradali il CB è prezioso in quanto utilizzato quasi dalla totalità dei trasportatori professionisti, i quali si scambiano informazioni sul traffico a volte molto utili anche per chi viaggia in auto. Il canale normalmente utilizzato dai trasportatori è il canale 5 che corrisponde alla frequenza di 27,015MHz.

Nella pratica del fuoristrada si utilizza di norma il canale 16 (27,155MHz). La consuetudine di utilizzare un canale specifico per un certo tipo di attività permette a tutti di sapere che su quel canale può esserci qualcuno disponibile a fornire informazioni oppure anche a dare un aiuto in caso di emergenza. A proposito di emergenza, in tutto il mondo il canale CB utilizzato in questi casi è il numero 9 (27,065MHz) che quindi dovrebbe essere sempre lasciato libero.

La distanza massima raggiungibile con questo tipo di apparati dipende molto dall'antenna che si utilizza, da come è installata e dalla conformazione del terreno in cui ci si trova. Le posizioni rialzate e prive di ostacoli permettono normalmente comunicazioni anche a notevole distanza, ma in condizioni normali, e soprattutto in presenza di ostacoli quali edifici o peggio montagne, la distanza raggiungibile si aggira intorno a qualche km. Con una buona antenna, in una buona posizione e con buone condizioni di propagazione si possono raggiungere anche centinaia di km.

PMR e LPD

I PMR (Personal Mobile Radio) sono apparati nati per l'utilizzo professionale e individuale in banda UHF con potenza massima di 500mW, antenna fissa e non modificabile. Dispongono di 8 canali e alcuni modelli permettono anche la criptatura della conversazione (scrambling). Per questi apparati è necessaria la richiesta di autorizzazione generale e il pagamento del contributo di 12€ (01/2008) indipendente dal numero di apparati posseduti.

In condizioni normali raggiungono la distanza massima di 2-3km, quindi il loro utilizzo è limitato ai veicoli in colonna o comunque a distanze non molto grandi. I modelli professionali danno risultati migliori, ma hanno costi che possono superare quelli di un buon apparato CB.


Gli LPD (Low Power Devices) sono apparati radio portatili in banda UHF con potenze inferiori a 10mW e con antenna fissa e non modificabile. Dispongono di 69 canali. Fanno parte di questa categoria anche i telecomandi delle auto, dei cancelli etc... Secondo il codice delle telecomunicazioni del 2003 sono diventate ad uso libero, anche se a volte si riscontrano problemi con le autorità competenti che richiedono ugualmente la documentazione di avvenuta richiesta di autorizzazione generale e pagamento del contributo di 12€ (01/2008).

Data la bassa potenza e le antenne particolarmente sacrificate di questi apparati, il loro utilizzo è limitato alle comunicazioni tra veicoli in colonna e a brevissima distanza. All'interno di un veicolo difficilmente si supera qualche centinaio di metri di distanza. Il costo di questi apparati è molto variabile, ma comunque contenuto.

Installazione su Defender (fino al MY2006)

L'installazione del CB sul Defender non comporta particolari difficoltà. Innanzitutto stabilire la posizione in cui montare l'apparato, in funzione della comodità d'uso e della disponibilità di spazio a bordo. La posizione dovrebbe tener conto soprattutto dell'ergonomia di utilizzo, ovvero essere ben visibile senza distrarre dalla guida, con il microfono posizionato in modo da poter essere raggiunto senza dover distogliere lo sguardo dalla strada, o meglio dal fuoristrada.

Premesso che secondo il codice della strada è vietato l'utilizzo del microfono palmare esattamente con le stesse conseguenze dell'uso del cellulare, una buona posizione evita comunque distrazioni pericolose durante l'utilizzo.

Posizione dell'apparato, pro e contro

CB montato a lato del Cubby Box
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CB montato a lato del Cubby Box
apparato VHF montato davanti al cubby box
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apparato VHF montato davanti al cubby box
  • Sulla plancia al posto dell'autoradio: sicuramente una posizione adeguata sotto tutti gli aspetti, ma non si può installare l'autoradio. Inoltre si tratta di una zona particolarmente calda della plancia a causa dei condotti del riscaldamento e dell'esposizione al sole. Gli apparati CB patiscono abbastanza il troppo caldo.
  • Sulla plancia sotto l'autoradio (nei modelli più recenti): Analoga alla precedente, permette di avere anche l'autoradio, ma il calore nella zona diventa a volte problematico. L'apparato deve essere più piccolo del formato standard delle autoradio altrimenti non entra nello spazio angusto.
  • A fianco del cubby box lato conducente: Se il CB non è troppo grande sta comodamente tra sedile guida e cubby box. Resta ben visibile e comodo nell'utilizzo e soprattutto per i cablaggi. Inoltre è in una posizione poco visibile dall'esterno, quindi riparata da occhi indiscreti. Può capitare di urtare l'apparato con la gamba destra durante la guida.
  • Davanti al cubby box: Analoga alla precedente, ma sacrificando il portaoggetti del cubby box può essere montato anche un CB abbastanza grande nelle dimensioni. Se viene montato davanti al portaoggetti di cui sopra invece può dare fastidio nel manovrare la leva di comando del riduttore.


  • Nell'imperiale davanti allo specchietto retrovisore: Sicuramente comodo durante la guida. Comporta un lavoro abbastanza impegnativo per l'installazione della staffa di supporto (rimozione dell'imperiale) e per la realizzazione dei cablaggi. Inoltre in caso di incidente attenzione: può essere urtato con la testa!

Installazione e cablaggio del CB

Una volta stabilita la posizione in cui montare il CB, si può fissare la staffa di supporto (normalmente fornita con il medesimo) mediante viti autofilettanti (se sul cubby box o su supporti in plastica sufficentemente spessa) oppure con viti e bulloni adeguati.

A questo punto si può procedere al cablaggio elettrico dell'apparato. Normalmente i CB richiedono un'alimentazione a 12V con una portata di corrente di almeno 5A. Pertanto conviene derivare il positivo dell'alimentazione o dalla scatola fusibili, ad esempio dal fusibile accendisigari, o, meglio ancora, direttamente dalla batteria. Il polo negativo dell'alimentazione deve essere collegato alla massa del veicolo (preferibilmente il telaio).

Collegando l'alimentazione al cavo che porta corrente alla presa accendisigari si ha il vantaggio di avere il tutto già protetto da fusibile, ed inoltre controllato dalla chiave di accensione. Occorre comunque collegarsi il più vicino possibile alla scatola fusibili stessa, in quanto il cavo della presa accendisigari non è di sezione adeguata a sopportare la corrente necessaria al CB contemporaneamente all'accendisigari stesso. Inoltre questo tipo di collegamento potrebbe far "entrare" del rumore nell'apparato.

Se il CB viene montato nei pressi del cubby box, conviene comunque derivarne l'alimentazione direttamente dalla batteria. L'operazione è semplicissima se la batteria è situata sotto il sedile di guida. Sono sufficienti due cavi di sezione 2,5mm² (più per questioni meccaniche che di portata reale, perchè un cavo di 2,5mm² di sezione porta oltre 20A) collegati ai due morsetti della batteria. Sul cavo positivo (meglio se di colore rosso per individuarlo più facilmente) è importantissimo mettere un fusibile da non più di 2A. Normalmente i cavi in dotazione con gli apparati sono già dotati di fusibile, ma è meglio mettere il fusibile all'interno del vano batteria, perchè altrimenti, se i cavi dovessero andare in cortocircuito, si rischierebbe l'incendio.

Una volta realizzato il cavo di alimentazione si dovrà passare all'installazione dell'antenna e del relativo cavo.

L'Antenna

Un detto radioamatoriale americano recita più o meno "meglio una radio da 1$ con un'antenna da 1000$ che una radio da 1000$ con un'antenna da 1$".

Nulla di più vero. Qualsiasi apparato radio, con un'antenna scadente o installata male, non riuscirà a trasmettere nè a ricevere praticamente nulla.

Un normale antenna ricevente non deve sottostare a molti requisiti per funzionare, mentre se la medesima deve anche irradiare onde radio nello spazio, allora deve avere alcune caratteristiche inderogabili per poter funzionare bene.

Forma e dimensioni dell'Antenna

Antenna montata sul parafango anteriore sinistro con piastra in alluminio homemade
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Antenna montata sul parafango anteriore sinistro con piastra in alluminio homemade
Base antenna montata sul parafango anteriore destro
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Base antenna montata sul parafango anteriore destro
Normalmente sui mezzi mobili si utilizzano antenne di tipo verticale, costituite da uno stilo radiatore di lunghezza variabile secondo i modelli e di una base ancorata in vari modi alla carrozzeria. Innanzitutto deve essere progettata nel modo migliore: tipicamente l'antenna verticale è lunga ¼ della lunghezza dell'onda elettromagnetica che deve irradiare. Poichè le frequenze adibite alla banda cittadina sono praticamente centrate sui 27,205MHz del canale 20, la lunghezza d'onda relativa è di circa 11m. Quindi la lunghezza ideale per un'antenna CB verticale è di circa 2,75m.

Quando l'antenna, per motivi di spazio viene costruita con lunghezze diverse dal quarto d'onda, viene caricata con una bobina (o con altre circuiterie) che ha la funzione di adattarne l'impedenza e la frequenza di risonanza. Per l'uso automobilistico esistono molti modelli di antenna, alcuni dei quali promettono prestazioni eccezionali con stili anche solo di 60cm o meno: il consiglio che posso dare è quello di pensare sempre che i miracoli non esistono, e un'antenna di 60cm può essere adattata a funzionare con un trasmettitore CB, ma la potenza irradiata sarà assorbita prevalentemente dal sistema di accordo, e quindi non verrà irradiata.



Cavo (azzurro) di collegamento a massa sul telaio per la base antenna
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Cavo (azzurro) di collegamento a massa sul telaio per la base antenna
Antenna montata nella parte posteriore. Visibile il cavo di massa (azzurro)
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Antenna montata nella parte posteriore. Visibile il cavo di massa (azzurro)
Comunque, nell'uso off-road bisogna tenere conto che l'antenna, sporgendo dalla carrozzeria, resta esposta a tutti gli ostacoli che si incontrano (vegetazione) e soprattutto alle vibrazioni e ai movimenti del veicolo che provocano ondeggiamenti non trascurabili per le basi e i punti di attacco alla carrozzeria. Scartando le antenne con stilo in vetroresina attraversato da conduttore in quanto molto soggette a rotture, le antenne con stilo in acciaio armonico lunghe oltre 1,5m risultano ingombranti e soprattutto il loro peso le fa ondeggiare violentemente, sollecitando la base e a volte anche la carrozzeria fino a rotture spiacevoli.

Il compromesso migliore tra lunghezza, esposizione, vulnerabilità e irradiazione lo si trova con un'antenna lunga non più di 1,5-1,6m montata sul parafango anteriore, in posizione più lontana possibile dal parabrezza. In questo modo, la lunghezza non eccessiva permette di passare ovunque senza danni, ed essendo montata sul parafango resta sempre visibile e quindi si può vedere se interferisce con la vegetazione. Inoltre, il parafango stesso e il cofano svolgono discretamente la funzione di massa.



La massa infatti è importantissima per la maggior parte di antenne in commercio, anche se esistono antenne in cui la massa viene simulata con circuiterie varie all'interno della base stessa. La loro resa però non è molto soddisfacente, almeno rimanendo su prodotti con prezzi accettabili.

L'alluminio di cui è costituita la maggior parte della carrozzeria delle Land Rover costituisce un problema per la realizzazione di buoni piani di massa per le antenne. Il problema non risiede nella conducibilità dell'Alluminio, che è migliore di quella dell'acciaio, ma nel fatto che le giunzioni vari pannelli di carrozzeria spesso non sono elettricamente ben realizzate, e l'Alluminio è soggetto a fenomeni di ossidazione superficiale (gli stessi che lo proteggono così bene dalla corrosione) isolanti dal punto di vista elettrico. Quindi occorre collegare nel migliore dei modi i pannelli nei pressi dell'antenna alla massa del veicolo, ovvero al telaio.

Nelle immagini sono rappresentate alcune soluzioni per il montaggio dell'antenna e per la messa a massa della stessa.


Il Cavo d'Antenna

Per il collegamento del CB all'antenna viene utilizzato un cavo coassiale specifico di tipo RG-58. Il cavo coassiale è schermato, quindi è formato da un filo di trecciola di rame interno (polo caldo) separato da una calza conduttrice (calza schermante) da una seconda guaina di polietilene, teflon o similari. La scelta del materiale costituente le guaine influisce sulle caratteristiche elettriche del cavo che sono in pratica l'attenuazione e l'impedenza. Il cavo RG-58 ha impedenza costante di 50ohm e un'attenuazione non eccessiva alle frequenze in uso nella banda cittadina. Esistono cavi con caratteristiche migliori dell'RG-58, ma il loro costo, e le loro dimensioni (diametro) non lo rendono adatto a queste applicazioni. In ogni caso, qualsiasi cavo si utilizzi, è necessario che la sua impedenza caratteristica sia 50ohm.

La lunghezza del cavo è un argomento molto dibattuto: in teoria, con un'antenna ben progettata e senza circuiti strani di accordo la lunghezza è assolutamente non determinante senonchè più il cavo è lungo e più attenua il segnale. Diventa invece importante quando tra antenna e trasmettitore ci sono dei disadattamenti di impedenza, che causano il fenomeno delle onde stazionarie.

Connettore PL-259 intestato su cavo RG-58
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Connettore PL-259 intestato su cavo RG-58
Spesso si trovano antenne in cui il cavo viene fornito già intestato alla base e nelle istruzioni si parla di lunghezze specifiche del cavo stesso. In questo caso conviene mantenere la lunghezza totale del cavo fornito: questo perchè in alcuni casi, viene utilizzato anche il cavo per ottenere un buon accordo. In pratica la lunghezza del cavo funziona da accordatore insieme ai circuiti di accordo dell'antenna.

Occorre invece fare molta attenzione a dove viene fatto passare il cavo. La schermatura può rovinarsi piegando il cavo con angoli troppo acuti, e il cavo stesso, in caso di disadattamenti (peraltro inevitabili), può captare vari disturbi provenienti dall'impianto eletttrico del mezzo. Quindi, possibilmente, il cavo non dovrebbe transitare nei pressi di centraline, iniettori elettromeccanici, e altre fonti di disturbi.

Se normalmente il capo del cavo che va alla base dell'antenna viene fornito già intestato, l'altro capo è quasi sempre da collegare al connettore che poi viene inserito nell'apparato CB. In questo modo, è anche più facile far passare il cavo in spazi a volte non molto generosi.

Connessione PL-259 SO-239
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Connessione PL-259 SO-239
Il connettore utilizzato per collegare il cavo alla radio è di tipo PL-259, mentre il corrispondente sulla radio si chiama SO-239. Deve essere saldato al cavo con la massima attenzione in quato basterà un filo di trecciola lasciato vagante a mettere il cavo in corto circuito, pregiudicando completamente il suo funzionamento.








Collegamento del cavo RG-58 al connettore PL-259

Per il cablaggio del connettore PL-259 occorre utilizzare un saldatore a stagno con punta da elettronica, ma non eccessivamente piccola e dello stagno da elettronica con anima flussante di buona qualità.

Preparazione cavo RG-58
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Preparazione cavo RG-58
Preparazione cavo RG-58
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Preparazione cavo RG-58
Cavo pronto per la stagnatura
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Cavo pronto per la stagnatura
Dopo aver fatto passare il cavo partendo dal punto in cui viene montata l'antenna fino al punto in cui si trova la radio si procede alla sua intestazione sul connettore.

Il cavo RG-58 deve essere spellato della guaina esterna a ca 2,5-3cm dall'inizio del cavo, utilizzando un taglierino e prestando attenzione a non incidere i fili della calza schermante sottostante. Una volta sfilata la guaina, occorre rivoltare sul cavo stesso la parte di calza venuta alla luce, in modo da accedere al dielettrico isolante del cavo interno, il quale va spellato fino a circa 2-3mm da dove termina la calza rivoltata. A questo punto si procede ad arrotolare la calza sulla guaina esterna com in figura e a stagnare il polo caldo prima di inserirlo nel connettore.


Connettore PL-259 per cavo RG-213 con adattatore per RG-58
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Connettore PL-259 per cavo RG-213 con adattatore per RG-58
PL-259 smontato per il cablaggio
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PL-259 smontato per il cablaggio
Cablaggio del PL
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Cablaggio del PL
Saldatura del polo caldo
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Saldatura del polo caldo
Il connettore PL-259 viene prodotto in tipologie diverse. è importante scegliere un modello che si adatto al cavo RG-58. Esiste un tipo di connettore nato per il cavo RG-213 (di diametro quasi doppio rispetto al RG-58) che non va bene per l'RG-58. In questo caso, ci sono connettori di questo tipo dotati di adattatore per il cavo RG-58.


Per fare un lavoro a regola d'arte, si consiglia di preparare un pezzo di ca 3cm di lunghezza di guaina termorestringente per proteggere il punto di giunzione tra cavo e connettore. Questa quaina viene infilata sul cavo prima di procedere al cablaggio: a cablaggio ultimato la si farà scivolare sul connettore e si procederà al riscaldamento per farla aderire.

Il PL-259 deve essere smontato come da figura. Si procede ad inserire la ghiera esterna sul cavo (attenzione al verso) e poi si introduce il cavo preparato nel corpo del connettore. Questa operazione va fatta con attenzione in modo che alcuni fili della treccia schermante non vadano ad infilarsi nella sede del polo caldo causando un cortocircuito. Quando la calza rivoltata va a contatto con il bordo del connettore, si deve ruotare il connettore stesso in modo che esso si avviti sulla calza rivoltata, creando un buon contatto elettrico. Se si sono rispettate le misure, quando non si riuscirà più ad avvitare il connettore, la punta del polo caldo sarà uscita dal polo caldo del connettore stesso. Non insistere troppo nell'avvitare con forza, si potrebbe strappare la calza schermante, eliminando il contatto che deve rimanere migliore possibile.

PL-259 con guaina termorestringente
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PL-259 con guaina termorestringente
A questo punto si procede a saldare la punta del polo caldo al connettore, tenendo prima il connettore con la punta in alto, in modo che lo stagno entri leggermente nel polo caldo del connettore. Si termina la saldatura tenendo il connettore in posizione orizzontale, facendo attenzione a non stagnare l'esterno del polo (non entrerà poi più nell'SO-239 della radio) e a eliminare eventuali parti di cavo o di stagno che dovessero uscire dal polo caldo del connettore con un tronchesino.

Con un tester si controlla che vi sia continuità elettrica sia sul polo caldo che sulla calza schermante e che calza e polo caldo non siano in cortocircuito.

A questo punto si avvita la ghiera sul connettore, e si fa scivolare la guaina termorestringente sopra il punto di giunzione tra cavo e connettore, riscaldandola per farla aderire perfettamente.



Accoppiamento PL-SO
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Accoppiamento PL-SO



Il connettore è pronto e può essere collegato alla presa SO-239 presente sull'apparato. In figura si può vedere come devono combaciare le varie parti del connettore con la presa, in particolare i dentini presenti sul connettore devono incastrarsi negli incavi della presa.












Montaggio e Taratura dell'Antenna

Come già detto, esistono molti tipi di antenne veicolari per CB, tra cui è preferibile rimanere sui modelli più semplici, con lunghezza max di 1,9-2m.

L'antenna è costituita sostanzialmente da 2 elementi:

  • La base:

La base dell'antenna è costituita di lega metallica rivestita in plastica, con un corpo esterno che deve andare elettricamente a contatto con la massa del veicolo. La parte interna, coassiale, permette di inserire una vite che è collegata al capo del cavo RG-58 in modo da trasferire il segnale del polo caldo del cavo sullo stilo dell'antenna.

Sopra la base è presente un'occhiello per fissare lo stilo con una vite apposita. All'interno della base normalmente è presente una bobina di cortocircuitazione che ha la funzione di impedire l'accumulo di elettricità statica sullo stilo.

  • Stilo:

Lo stilo, di lunghezza variabile, è la parte radiante dell'antenna, ed è costituito di acciaio armonico. Esistono anche stili in fibra di vetro, ma non sono l'ideale per l'uso off-road.

Come già detto, la lunghezza ideale in banda cittadina è 2,75m circa, ma la maggior parte delle antenne in commercio sono comprese tra 1,6 e 2m. Nel punto in cui lo stilo si collega alla base si trova una bobina racchiusa da un contenitore in plastica necessaria per l'adattamento e l'accordo dell'antenna che non essendo lunga ¼ d'onda, non risuonerebbe a 27MHz e avrebbe un'impedenza diversa da 50ohm.

Questa bobina è costruita su un nucleo di materiale ferromagnetico, e costituisce il punto debole di molte antenne. Infatti le sollecitazioni trasmesse dallo stilo a causa di urti e anche solo del suo peso durante gli ondeggiamenti, col tempo tendono a spezzare il nucleo e quindi a danneggiare irreparabilmente l'antenna.


In quest'ottica è bene non scegliere antenne troppo lunghe o con stilo troppo spesso. Molte antenne sono dotate, nella parte immediatamente superiore alla bobina di carico, di un mollone, utilissimo a smorzare le oscillazioni. In queste antenne, il mollone ha anche una funzione sinergica con la bobina di carico.

Montaggio dell'Antenna

Base antenna con cavo di massa
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Base antenna con cavo di massa
Collegamento del cavo di massa al telaio
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Collegamento del cavo di massa al telaio
L'antenna va fissata alla carrozzeria in modo che la base formi un ottimo contatto elettrico con la lamiera.




Sulle carrozzerie in Alluminio, conviene derivare sulla base stessa un cavo di grossa sezione (ideali le bande di rame utilizzate come cavi di massa per i camion) e collegarla elettricamente con il telaio del mezzo.




Nel serrare il bullone di collegamento del cavo RG-58 alla base antenna non si deve esagerare nello sforzo, in quanto si rischia di danneggiare sia il connettore che la base dell'antenna.





Taratura dell'Antenna

Una volta realizzato tutto il cablaggio, si può procedere al controllo del rapporto di onde stazionarie (ROS) utilizzando uno strumento che si chiama Rosmetro o SWR-meter.
Rosmetro economico per banda CB
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Rosmetro economico per banda CB

Il rosmetro misura il cosidetto rapporto di onde stazionarie, in pratica si tratta di una misura dell'adattamento di impedenza tra trasmettitore e linea+antenna. Il disadattamento di impedenza genera la formazione di onde stazionarie le quali causano un "rientro" di potenza verso l'apparato. Il rapporto di onde stazionarie permette di calcolare la quantità di potenza che viene riflessa verso l'apparato. Da notare che si parla di linea+antenna, infatti, erroneamente si è portati a pensare che il rosmetro dia una valutazione della sola antenna: nulla di più sbagliato. Lo strumento misura la situazione esattamente nel punto in cui si trova.

Poichè lo scopo dell'adattamento di impedenza è quello di far "vedere" al trasmettitore 50ohm, è necessario effettuare la misura nei pressi del medesimo. Con questo però non significa che un valore di ROS basso nei pressi del trasmettitore sia indice garantito di un'antenna perfettamente funzionante.
Rosmetro a doppio strumento
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Rosmetro a doppio strumento
Senza entrare in lunghi e complessi dettagli tecnici, una antenna non risonante perfettamente o con impedenza anomala per non adeguata connessione di massa, genera le cosidette onde stazionarie. In questo modo, il cavo diventa sostanzialmente un elemento irradiante, quindi una parte dell'energia che dovrebbe essere irradiata dall'antenna torna verso il trasmettitore.
Rosmetro professionale multibanda
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Rosmetro professionale multibanda

Tipologie di rosmetro

Esistono vari tipi di rosmetro in commercio. Innanzitutto è necessario utilizzare un rosmetro progettato per operare nella banda di frequenza desiderata, quindi prestare attenzione alla dicitura CB band oppure ad un range di frequenza che comprenda i 27MHz.

Alcuni rosmetri hanno un solo strumento con una sola lancetta, altri hanno due strumenti, altri ancora hanno uno strumento unico con due lancette. A riguardo vedere le descrizioni nelle immagini.
Rosmetro professionale a doppia lancetta
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Rosmetro professionale a doppia lancetta

Procedura per la taratura con il ROSmetro tradizionale a singolo strumento:

Una volta collegato il rosmetro con un cavetto di ca 50cm all'apparato, lo si collega al connettore di antenna. IL rosmetro è dotato di un deviatore e di un potenziometro per la calibrazione . La calibrazione si effettua ponendo il deviatore in posizione "CAL" o "REF". Poi si preme il PTT e si regola il potenziometro in modo che lo strumento indichi fondoscala. A questo punto si porta il deviatore in posizione normale e si preme nuovamente il PTT. L'indicazione fornita dallo strumento sulla scala graduata denominata ROS oppure SWR indichera il rapporto di onde stazionarie attuale. Quasi tutti i rosmetri hanno una terza posizione per il deviatore, questa fa si che lo strumento indichi la potenza diretta dell'apparato W. Alcuni hanno anche la possibilità di misurare la potenza riflessa in W, sempre grazie al deviatore di cui sopra.

Procedura per la taratura con altri tipi di rosmetri:

Le tipologie di rosmetro sono molto varie. In ogni caso, quasi tutti gli strumenti possono indicare la potenza diretta all'antenna, la potenza riflessa e/o il rapporto di onde stazionarie. In questo caso è meglio fare riferimento alle istruzioni di utilizzo fornite con lo strumento stesso.

Valutazioni di accordatura e modifiche all'antenna

Nella maggior parte dei casi, il controllo del ROS è una procedura che da subito esito positivo. Per gli apparati CB omologati si può accettare tranquillamente un valore di ROS inferiore a 1,5/2 che significa circa l'11% di potenza riflessa verso l'apparato. Se il valore misurato dal rosmetro è troppo elevato (superiore a 3) probabilmente c'è qualche problema sull'antenna e/o sul cavo. In questo caso occorre verificare il cablaggio e soprattutto la messa a terra dell'antenna. Per una taratura ottimale, alcune antenne prevedono la possibilità di allungare o accorciare lo stilo di qualche millimetro al fine di portare l'antenna stessa ad una risonanza perfetta. Fermo restando che più il ROS è vicino all'unità e meglio funzionerà l'apparato, bisogna tenere conto delle osservazioni fatte sulla validità della misura, che dipende da molti parametri non sempre prevedibili. Inoltre, poichè le caratteristiche di un'antenna dipendono anche dalla sua forma, il movimento dell'auto causerà comunque delle variazioni, anche importanti. Infine, il ROS è considerato erroneamente il parametro di buon/cattivo funzionamento per eccellenza: in realtà è solamente il più facile da misurare: quindi premesso che un ROS troppo alto (maggiore di 3) può danneggiare il trasmettitore, allo stesso tempo, una ricerca di un ROS 1:1 in condizioni reali di utilizzo è quasi sempre una perdita di tempo.

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